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Arnaldo Miccoli un "Americano" della Terra d'Otranto

Scritto da Riccardo Barletta.

Prossimi al Duemila, siamo partecipi ogni giorno di una continua fusione di culture, di comportamenti, di modi di pensare.
Eppure il mondo dell'arte, in specie della pittura, nelle sue organizzazioni delle mostre ufficiali, delle gallerie, della editoria e della critica, è ancora strutturato secondo un parametro nazionalistico. Una partizione che è senz'altro legata al secolo scorso, in cui patrie e culture erano gli assi portanti della vita sociale. C'è quindi un ritardo di metodo, che spesso impedisce di valutare appieno determinate personalità, perchè non rientrano completamente in una <casella nazionale>.

Questa premessa era doverosa per affontare la figure e le opere di Arnaldo Miccoli .
Pittore nato a Cavallino (Lecce) ma oggi dal punto di vista giuridico cittadino americano. Di linfe e radici meridionali e mediterranee, particolarmente legato alla sua Lecce e al suo Salento, e però ormai ben inserito nell'ambiente artistico e culturale statunitenze.
Egli non è un europeo< americanista> e neppure un neo-americano con il cordone ombelicale legato ad un eterno sud. Una situazione complessa, più che ibrida. Ed è esclusivamente, in questo quadro che deve essere valutata la sua personalità.
Diplomato all'Istituto Statale d'Arte G.Pellegrino di questa città, ha frequentato l'Accademia di Belle Arti di Roma con Peppino Piccolo e Franco Gentilini e l'Università Cattolica degli Studi Sociali di Roma.
Nel 1960 pubblica una raccolta dei poesie in vernacolo dal titolo:"Fiuri te Campagna".
Nel 1962 fonda "Lu Lacquaru" numero unico per feste natalizie. Nel 1965 parte per gli U.S.A., dove vi trascorre i primi anni della sua permanenza, alternando all'insegnamento la pittura.
Nel 1973 torna a Roma e vi si stabilisce con la famigliaper quasi due anni.
Di questo periodo sono le mostre in Italia e in Europa.
Nel 1975 rientra negli U.S.A. e si dedica a tempo pieno alla pittura ed alla illustrazione, tenendo mostre personali e collettive in varie città degli Stati Uniti e d'Europa.
Nel 1979 riantra nuovamente in Italia, questa volta in Toscana a montecatini Terme, per un soggiorno di circa due anni.
Nel 1981 rientra negli U.S.A. per stabilirsi definitivamente con la famiglia a Tenafly nel New Jersey, dove vive e opera con studio al 107 Sunset Lane.
Le sue Opere sono in collezioni pubbliche e private tanto in Europa quanto negli Stati Uniti d'America.
E' necessaria a questo punto, una conclusione. O meglio un punto fermo sul lavoro di questo artista, ben stimato in America, eppur poco conosciuto in Italia. Come si è cercato di dimostrare, una storia è un iter artistico poi, si tratta di una personalità molto seria, duramente impeganta a costituirsi non un effimero clichè alla moda, bensì un mondo, una visione, uno stile suo proprio. Nè realista, nè simbolista, nè surrealista ortodosso, il suo ambito è quello di una mitopoiesi. Di una ritrascrizione della relatà attraverso giudizi etici, sottoponendo però questi a un vaglio estetico. A un bisogno di sintesi, a una richiesta di verità emotiva primaria, sensa collateralismi a mode o tangenze troppo spiccate con maestri ideali. E' stato assai capito soprattutto da importanti collezionisti Statunitenzi, nonchè da alcune galllerie di quel grande e aperto paese.