logo_arnaldo_miccoli.jpg

Fossili nel tempo

Scritto da Monica Maggiore.

La nuova produzione di Arnaldo Miccoli rappresenta una sorta di riscostruzione virtuale del futuro in cui l'umanità di oggi si troverà. Saremo "Fossili del

tempo" come reperti del domani, con tutti i nostri arnesi  da lavoro e creazioni fantastiche o deplorevoli. <Dove andremo a finire- si chiede l'artista- tra cento, trecento e "mila" anni...?>. E cosa lasceremo su questa terra dove nella corsa frenetica rivolta alla materia, alla bramosia dell'avere, troppo spesso ci sfuggono occasioni per riflettere sul vero scopo dell'uomo sulla terra?
Un'apocalisse potrebbe arrivare; creata dall'uomo stesso, quasi voluta, per soddisfare desideri e piaceri materiali, insani sentimenti. Una rifressione dunque, con un pensiero universale. Un invito a soffermarsi non solo sul tempo inteso come ore, minuti, ma anche sul tempo atmosferico, sull'ecologia."Apriamo gli occhi e diamoci da fare!", questo è il monito dell'artista che attraverso le sue opere lancia un urlo di denuncia e non di glorificazione. Noi lasciamo le impronte di questo tempo che per noi è futuro e la nostra storia sarà preistoria.
Da un figurativo carnevalesco che lo vede protagonista  sino ai primi anni del duemila, Arnaldo Miccoli passa alle formee ai simboli per arrivare ad un informale astratto dell'ultimissima produzione. Da "esse" del dollaro, interpretata nella scorsa produzione "In God we trust", noi crediamo in Dio, rimangono le linee. Costruisce la divisione. la rottura e il conflitto tra il dollaro e il mondo, un' accusa da parte sua che, in quell'11 settembre 2001, subisce il trauma delle Twin Towes. Su questo filo Miccoli continua il suo discorso, avanzando con lo sguardo dell'avvenuta divisione, agli spazi che potrebbero aprirsi in seguito come un senso di speranza che da quell'apocalisse ci si possa salvare.
Più materia nel colore insieme alla svariate applicazioni danno proprio l'idea del tempo, i piani e i riquadri rappresentano gli accessi per altri mondi, porte e finestre in attesa di essere aperte su "nuovi siti". Impronte e graffiti per "Dawntown", bellissima opera di grande dimensione e tecnica mista, "Action" e "Reaction" opere di piccolo formato ma grandi nella loro forma espressiva; "Equilibio in blu" e " Spazi Ecologici " esprimono in pieno il messagio dell'artista. I "Pianeti ritrovati" di Armando Miccoli sono quelli nati dagli impasti degli olii dedicati agli altri mondi. Il mare, le " Stratificazioni lunari " e gli equinozi toccano punti alti di limpidezza e armoniose cromature. Su piani distinti come scale musicali si alternano note e suoni differenti. Un linguaggio, un mosaico di lettere invisibili, un alfabeto ritmico e cromatico in cui vivono particolari istanti. Dai vulcanici toni di un' ormai remota divisione, Miccoli ritrova pianeti su cui stendere dolci movimenti, tenui gradazioni ricche di accenti brillanti che richiamano lo sguardo, isole cromatiche in cui l'anima trova ristoro.