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Il bosco delle meraviglie

Scritto da Riccardo Barletta.

A questo punto va raccontata una anomalia comportamentale di Miccoli. Lui è un artista che non ha mai sentito il bisogno di rappresentare luoghi di

natura, paesaggi, come tutti i suoi colleghi. Solo quelche frutto, che è un' altra cosa. Ebbene il noto Evento l'ha spinto a munirsi di macchina fotografica e ad andare in giro quasi ossessivamente per parchi e giardini, a riprendere alberi. Alberi, alberi, alberi. Non la morfologia della corporeità solita, cioè tronco, rami, fronde. Bensì una serie di particolari: là dove i tronchi si  bipartono come grosse dita umane; le fessure della cortecciache sembrano sessi femminili; gli incavi abitati da frammenti di foglie terra o sassi; le protuberanze che richiamano sessi maschili; le ferite penetranti le superfici rugose e scabre. Tutta una fenomenologia  precisa, in cui l'albero acquisisce una inusuale e ignota corrispondenza antropoide.
Tale comportamento non è un hobby, ha un intenso significato. Per lui da sempre attratto, specialmente nei disegni e nelle sculture, al presente mondo tecnoide con eccezioni sado-masochistica, ecco questo vagolare costituisce il segno problematico di un "ritorno alla madre" , la natura. Ma quale natura in particolare? Quella vista da dentro la crisi totale ecologica. Cioè il destino omicida del figlio sulla madre. Il reprobo disarmato e prigioniero sottoposto agli imperativi assassini della " natura artificiale", l'imperturbabile "madre matrigna" protagonista del tempo storico. Questo suo andare in giro come un assurdo reporter della natura, per Miccoli è stata implicitamente una specie di coazione a ripetere psicoanalitica. Il modo perchè dal di fuori, e in una cosa eterna come la natura, il suo io giorno dopo giorno sperimentasse in corpore vili quello che potremmo chiamare, dentro le fibre più profonde, l'"archetipo della divaricazione". La condizione della scissione epocale. L'elemento provocatoriamente messo a fuoco da lui, la prima volta, a livello d'arte povera, nel dipinto con la cerniara lampo rossa.