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Il Paradiso riconquistato è un colore al femminile

Scritto da Toti Carpentieri.

La consuetudine al ritrovarsi, che in altra sede ci è piaciuto chiamare "la riaffiorante memoria di una verifica", trova

un ulteriore attimo di simultaneità in questo nuovo incontro con Arnaldo Miccoli- un artista che sembra riscoprirsi di momento in momento annotando soluzioni e situazioni legate al tempo ed al luogo, oltre che alla loro contemporanea alternanza - e con quella che si puo definire la sua modalità pittorica. E non è un mistero che le "sintonie, tra il critico e l'artista - ormai vecchie di lustri - si attualizzino proprio nell'evidenza di un progressivo muoversi all'interno della realtà dell'arte e di quelle che sono le riflessioni ad essa legate e conseguenti. Da certe - e già annotate - evidenze mitteleuropee ai "condizionamenti" americani (e fors'anche viceversa), Miccoli ha saputo muoversi secondo un percorso zigzagante (ma non è questo lo stesso percorso dell'arte?) e successivo che lo ha fatto giungere a quell'attualità della figurazione che trova stimoli e riprove nella propria cultura, nelle "radici avvertibili" ed in quegli "UffioIi storici" mai dimenticati o, volontariamente, lasciati da parte. E la procedura d'assorbimento che ci appare fondamentale e determinante in tutta l'operazione del dipingere, assume dimensioni nuove e si avvale di presenze assotute che giocano all'interno di un sostare europeo (ancora una volta), avvertito, vivo e vitale.

Quale aspetto del gioco è, poi, più suggestivo e suadente di quello d'amore, identificando in esso - probabilmente il discorso è di parte - la presenza al femminile: sottile ed ammiccante, allusiva e sensuale, anche nell'ingenuità della posa, oltre che dell'attesa.
Così Miccoli ci prende per mano, quasi per farci compiere una sorta di attraversamento nella realtà di queste figure (singole o in gruppo che siano), memorizzando emergenze espressioniste - quante evidenze e quante memorie - e rivelando l' immediatezza del realismo americano, nella ripresa del discorso sui tempi e sui luoghi, secondo una «presa» totale e coinvolgente. ll pezzo scomParso è qualcosa di Più che una semplice affermazione o un'esauriente spiegazione, è un messaggio nascosto - cifrato - ed un giocare quasi per rebus ed anagrammi, tra nostalgia e lenerezza, frantumando la percezione del colore ma mantenendo il "segno" (ecco una certa ed importante differenza) secondo un discorso flessibile ed armonico che inventa livide cromìe e spazi introspettivi, non mistificati, ma in grado di evidenziare Profondità ed emozioni, in un verso liberatorio e naturale. Siamo, forse, all'uso del piacere che coinvolge e sconvolge, le memorie e le cose, secondo un'impaginazione che si declina per campi, nella singolarità delle Presenze o nella contemporanea e progressiva alternanza,fatta di gruppi e di emergenze ancora più dilatate, in una sorta di elaborazioni sul riferimento e sul pretesto: nel gioco di una specularità affondata nelle nebbie della memoria e della cultura. Questo vuol dire l'attualità della riflessione, oltre le conflittualità apparenti ed i dilemmi irrisolti, e nella piena convinzione di un intendere l'arte come via di attraversamento.
E le donne di Miccolici affascinano sino all'innamoramento, emanando una sottile nostalgia sempre a metà tra artificio e naturalezza, sensazione e conoscenza.
La storia, da europea si tramuta in americana e viceversa ancora una volta, traendo quasi il suo autore, protagonista anch'esso nella fedeltà del dipingere e nella riconoscibilità di una fisionomia nota. ll gioco (il termine ritorna nuovamente) oscilla tra il perdere ed il ritrovarsi, mentre l'erotismo si ripiega su se stesso in segno divitalità, come in una sorta di paradiso riconquistato che è esperienza quotidiana e trascendenza, come in una contrapposizione non del tutto ironica.
La felicità di queste splendide donne è anche quella di poter vendere mille immagini di sé medesime, e con esse l'invenzione di una bugia", tutta a colori.